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Cooperativa Lotta contro l'emarginazione sociale
Società cooperativa di tipo misto
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Fondazione Asilo Mariuccia
Fondazione senza scopo di lucro che dal 1902 opera per per fini di solidarietà sociale offrendo assistenza socioeducativa a donne e minori.
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La costruzione della rete territoriale (Sesto San Giovanni)
L’obiettivo primario dell’attività è stata la conoscenza delle realtà presenti sul territorio cittadino che già intercettano situazioni di vulnerabilità per famiglie con bambini in età 0-6. In questo lavoro di mappatura e di ascolto sono stati incontrati: - ASSOCIAZIONI DEL TERRITORIO (Caritas, Cespi – Scuola di italiano per mamme, parrocchie, Associazione genitori della Nostra Famiglia, Comitati genitori degli Istituti comprensivi, Unione inquilini, Croce Rossa, Banco alimentare, Passo dopo Passo, Insieme realtà di doposcuola, ATAC) - SERVIZI SPECIALISTICI (UONPIA, Nostra Famiglia, servizio sociale e il settore Educazione del Comune di Sesto San Giovanni, consultori e centri antiviolenza) - SERVIZI TERRITORIALI-CULTURALI (biblioteche comunali, Cooperativa UniAbita, ludoteche, GEAS Basket, Spazio MIL, ARCI, Informagiovani, cinema Rondinella - SERVIZI SCOLASTICI ED EDUCATIVI (centri prima infanzia pubblici e privati, scuole primarie, servizi gestiti da cooperative – laboratori creativi, sporteli pedagogici e psicologici, comunità residenziali) L'incontro con queste diverse realtà ha permesso di definire meglio quali fragilità intercettare con i nonni volontari, di valorizzare e arricchire le proposte esistenti, di aiutare le famiglie a muoversi in maniera più consapevole all'interno del territorio, di costruire, infine, una vera COMUNITA' EDUCANTE con cui lavorare già insieme al dopo Progetto Nonni. Ad esempio l'incontro con i genitori della associazione Nostra famiglia, che si occupa di bambine/i disabili, ha fatto emergere la difficoltà delle famiglie di accompagnare i piccoli alle terapie, senza togliere spazio alla cura delle relazioni famigliari e dei fratelli che non fanno terapia. Con l'aiuto dei nonni volontari sono stati realizzati, quindi , "accompagnamenti" mirati che hanno restituto tempo alle famiglie. Invece, l'incontro con le mamme straniere della scuola di italiano del CESPI ha fatto emergere la difficoltà di queste mamme a mandare i loro figli al nido o a far fare loro attività ludico ricreative oltre alla scuola, anche per mancanza di conoscenza dei servizi. Per queste mamme sono state organizzate specifiche opportunità di incontro con il territorio e di relazione con i nonni, figure che in queste famiglie sono spesso assenti in quanto vivono nei paesi di origine. Al valore e al ruolo dei nonni volontari, si deve aggiugere il lavoro degli operatori professionali che hanno sostenuto l'azione e la conosceza dei volontari e che si è rivelato essenziale nelle situazioni di conclamata fragilità. La cura della Rete ha seguito tutto l'evolvere del Progetto, intervallando incontri di scambio e dialogo specifici ad eventi aperti alla città come il convegno organizzato ad aprile 2019 o il momento pubblico autunnale di racconto del Progetto attraverso laboratori e spettacolo teatrale. Tipologia di intervento:
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Formazione
I nonni volontari sono stati sensibilizzati per assumere un ruolo, che, pur senza essere strutturato professionalmente, fosse comunque attento e rispettoso dei delicati equilibri del mondo relazionale e delle interazioni con i bambini (soprattutto quando molto piccoli) e con i loro genitori. Scopo dell'attivià formativa è stato anche quello di far sì che i nonni fossero in grado di condividere le competenze acquisite contribuendo alla sostenibilità del Progetto nel tempo. Per gli interventi formativi il progetto si è avvalso di Università e di Istituti di ricerca coordinati dall’Università di Milano-Bicocca.
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Costruzione rete territoriale
Indica quelle attività condotte per realizzare un sistema di relazioni e di collaborazioni con i diversi attori locali, al fine di costruire una vera comunità educante.
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Centri per bambini e genitori
Accolgono i bambini accompagnati da genitori (o da adulti). Organizzano attività di gioco e di socializzazione per i bambini e attività di sostegno delle competenze dei loro genitori.
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Centri diurni estivi
Organizzano, durante il periodo estivo, attività ludico-ricreative per i bambini. Favoriscono la conciliazione vita-lavoro nel periodo di sospensione estiva delle attività scolastiche ed educative per bambini.
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Cascia (PG)
Il territorio si estende su una ampia zona di 180 kmq. per lo più a carattere collinare e montano. La popolazione costituita da n. 3218 abitanti è per una metà residente nel capoluogo, per l’altra metà è distribuita nei 36 centri frazionali disseminati nelle fasce pre-montana e montana. Non si dispone di servizi educativi per la prima infanzia (nido, servizi integrativi al nido, baby parking), ad eccezione di due scuole materne statali. I tentativi esperiti in tal senso, negli anni recenti, per iniziativa sia privata (baby parking), sia della amministrazione comunale (sezione primavera – su richiesta di un gruppo di genitori) non hanno avuto successo principalmente per motivi di carattere economico. Tuttavia se ne avverte l’esigenza, soprattutto per sostenere l’accesso al lavoro della componente femminile, al fine anche di incrementare il reddito disponibile delle famiglie, tendenzialmente basso sia per la attuale generale crisi economica e precarietà lavorativa, sia per la prevalente stagionalità del lavoro connesso perlopiù alle attività di tipo turistico.
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Norcia (PG)
Area territoriale montana costituita da numerosi centri frazionali riconducibili alla zona sociale n. 6, della quale Norcia è Comune capofila. Nel territorio, pesantemente colpito dal terremoto del 2016, è forte la presenza di nuclei familiari fragili e vulnerabili, anche economicamente.
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Sesto San Giovanni (MI)
Il territorio fa parte dell'area metropolitana Nord Milano ed è caratterizzato dalla complessità ed eterogeneità della sua popolazione; la presenza dei minori è più alta della media nazionale (attualmente: 14.350, su una popolazione totale di 80.968 persone). Il territorio ha avuto in passato una forte presenza industriale (ferriere Falk, Breda, i capannoni della Marelli, oltre diverse medie e piccole aziende) ed è stato fra gli anni '50 e '60 meta di una massiccia migrazione dal sud Italia; oggi è in corso una profonda trasformazione sociale, economica e urbanistica e, in questo contesto, si assiste sempre più spesso al fenomeno dell’isolamento sociale che, associato ad altri fattori come la povertà economica - ma non solo - può portare alla povertà educativa. Sebbene l’offerta di servizi sia infatti ricca e capillare, i bisogni delle famiglie la superano. In particolare sono molte le famiglie migranti vulnerabili che non hanno accesso e/o non utilizzano i servizi educativi e, quind, molti sono i bambini e le bambine privati di occasioni ludiche, aggregative, ricreative e di crescita.

